Tralasciamo per un po' la parte storica e organizzativa della festa per
immergersi nell'cuore della porta, cercando di capire come un portaiolo vive la domenica dei giochi...
Sono sulla Rocca, pronto per partire con la sfilata, i tamburini iniziano a suonare, si parte.
La strada da fare sembra lunghissima, eppure, sono già in cima alle "scalette del Reggiaio", un fiume di
gente ai lati del percorso e laggiù, la Piazza... un sospiro, il cuore comincia a battere sempre più forte,
scendo le scale, gli applausi e i commenti si uniscono all'emozione e tutto appare offuscato, non riesco a
distinguere i volti delle persone e in un batter d'occhio eccomi nell'arengo maggiore, come se quei 900 metri
percorsi dal Reggiaio a piazza fossero 9 centimetri.
Ancora un po' d'attesa poi, appare sul palco Don Giancarlo, il silenzio per la Benedizione, e
"l'esplosione"... Tutto è pronto per la prima gara e lo speaker annuncia l'arrivo del somaro. Ancora
canti ed urla. "E' PARTITO!" Sposto lo sguardo in continuazione dall'orologio al percorso, 1 minuto e mezzo ,
1 e 40, si sente in lontananza il rumore degli zoccoli (sembra sia già passata un'ora), 1 e 50, sta arrivando,
è vicinissimo, trattengo il fiato, " In questo momento taglia il traguardo... 2' e 1'' ". La gioia è tanta,
è un ottimo tempo, ora non resta che vedere le altre porte, alla fine della gara, secondi, un grido liberatorio
un pizzico di delusione ma, ancora canti. Qualcuno dietro a me dice di stare calmi e di non preoccuparci,
è solo il primo round.
Ora il tiro con la fionda, preso dall'euforia non mi sono nemmeno reso conto che hanno già sistemato la
piazza per i tiri, aspetto il fromboliere giallo-blu, è il primo a tirare, sale sul palchetto, bisogna stare
in silenzio, si deve concentrare. Non ce la faccio a guardare. Fisso il terrazzo del comune cercando di
cogliere l'espressione del mio priore, la piazza si accende in un crescendo di fischi delle altre porte,
si sta preparando al tiro, scaglia la biglia, un attimo in silenzio poi... il rumore del piatto che si rompe ,
" PRESO!!! "ora posso guardare,. La stessa apprensione per gli altri tiri: 5 su 5, ce l'ha fatta, i canti e
i balli ricominciano. La seconda sfida termina con un primo posto. 12 punti , va bene così... un secondo ed
un primo posto, andiamo bene!...Il cuore ormai segue il ritmo dei Tamburi.
Ecco la prova con l'arco. Il nostro arciere è il quarto a salire sul palchetto, l'aspettiamo continuando a
cantare e facendo più rumore possibile, sperando nell'errore degli avversari. Arriva il nostro turno. E' il
primo tiro... sembra come se si riuscisse a sentire il rumore della freccia che fende l'aria. Non riesco a
vedere bene quale settore del bersaglio è stato colpito, chiedo un po' in giro, c'è chi dice rosso, chi giallo,
vediamo gli altri tiri. La gara sembra non finire mai, eppure, non dura più di 5 minuti. Ecco la quinta
freccia e il verdetto dei giudici... un altro secondo posto. Ormai la tensione è alle stelle e il palio
sempre più vicino, ora bisogna vincere la corsa a pelo.
I fantini sono schierati sulla linea di partenza, il suono della campana e..."PARTITI!". Il nostro somaro
per il momento è terzo, siamo alla curva delle scuole medie sembra aver superato un avversario, non riesco
più a vederlo, la tensione è tanta che non riesco a gridare per incitare la mio fantino, lo speaker sta
facendo la telecronaca, cerco di seguirla ma non riesco a sentirne la voce , guardo il Priore che alza le
braccia, esulta, un brivido ed ecco che dalla curva di San Benedetto sbuca proprio lui il nostro amato
Somarello. Abbiamo vinto!!! La mia voce torna e si unisce alle altre fondendosi in un unico suono, un unico
grido: "SAN BENEDETTO". Il Priore lancia il cappello e scende a prendere il tanto desiderato Palio,
centinaia di fazzolettoni giallo- blu sventolano in aria, e in un attimo ecco il Fuoco, le lacrime scendono
per la gioia, tutto è ormai giallo-blu. Ora non resta che proseguire i festeggiamenti in taverna...
Non so se sono riuscito a descrivere le sensazioni che si provano, la gioia della vittoria, o l'amarezza
della sconfitta, ma so che mentre sono qui e scrivo mi tremano le mani, e che ogni volta che ne parlo è
come se fossi lì in Piazza in mezzo ai miei amici. I Giochi de le porte sono sì una rievocazione storica ma,
soprattutto, sono passione, emozione e cuore.