La storia attraverso le voci delle Priore. 3° PARTE

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Siamo entrati nella settimana del Portaiolo e per avvicinarsi al meglio ai Giochi continueremo il percorso accompagnati da una delle nostre Meravigliose Priore, è ora la volta di Sefania Pecci.

STEFANIA: orgoglio, emozione e tenacia.

  • Per quanti anni e con chi è stata Priora?

Sono stata Priora di Porta San Benedetto per 6 anni, dal 2001 al 2006 con il Priore Fausto Paciotti, mio marito.”

  • Com’è diventata Priora di Porta San Benedetto? Come le è stato comunicato? Le emozioni di quel giorno?

Ero la moglie del Priore, Fausto nemmeno me lo ha chiesto! Da tanti anni sfilavo per la mia Porta, ma diventare la Priora è stato veramente emozionante. L’ho realizzato realmente appena ho provato per la prima volta il vestito da Priora ad Assisi, per un accordo con un’esperta, accompagnata da Silvia Marcellini , Stefano Bensi e Liliana Guanciarossa , veramente un giorno bellissimo!”

  • Quanti pali ha vinto? Come si vive la vittoria dal punto di vista della Priora?

Io ho vinto un solo palio, al mio primo anno di priorato, nel 2001. Momenti indescrivibili, si provano sensazioni uniche seguendo tutte le gare dal terrazzo del municipio. La vittoria è stata ancora più bella perché ottenuta già alla terza prova, con tre primi posti consecutivi nella corsa al carretto, tiro con la fionda e tiro con l’arco; presa dall’ansia non ho capito subito che avevamo vinto il palio indipendentemente dall’esito della corsa a pelo, Fausto dalla gioia era immobilizzato ed io ero euforica dopo che il Priore Galafate mi ha per primo confermato che ormai il Palio era gialloblu; allora ho abbassato gli occhi e ho visto tutti i portaioli di San Benedetto in festa e Silvia Marcellini e Fabrizio Pappafava che mi salutavano esultando per il grande risultato. Dalle scale del Comune Alan e l’attuale Sindaco, portaiolo sfegatato, Massimiliano Presciutti ci hanno portato lo stendardo di Porta San Benedetto, Fausto è immediatamente sceso in piazza mentre io l’ho raggiunto dopo a causa del vestito ingombrante ed arrivata in piazza ho visto mia madre, che mi ha dato in braccio mia figlia Sara, di 6 anni e poi sono andata sul palchetto. Ho ancora i brividi, troppa emozione, non ci sono parole adatte a descrivere quei momenti!”

  • Sicuramente l’abbigliamento è la prima cosa gli spettatori notano; con quali e quanti vestiti ha sfilato? Chi li ha realizzati? Qual è stato il più bello a suo parere?

Nei miei 6 anni ho indossato tre vestiti realizzati tutti dalla sartoria di Porta San Benedetto. Uno rosso ed oro, uno blu ed uno giallo con la pelliccia cucita alla stoffa. Tutti e tre abiti belli, però il mio preferito è stato quello rosso ed oro, molto rifinito ed elegante, mi piaceva molto anche l’acconciatura, molto innovativa per quegli anni, fatta con fili d’oro intrecciati da un’esperta ad Assisi, con la quale la Porta aveva attivato una collaborazione. Vestiti frutto di sinergia fra me e le sarte, abbiamo scelto insieme colori, rifiniture, modelli e stoffe, lasciando piena libertà alle loro competenze.”

  • Cosa ricorda della sua prima volta in piazza da Priora?

La mia prima volta in piazza da Priora è stata il venerdì dei Giochi de le Porte del 2001; stavo sulle gradinate e ho seguito tutta la sfilata e la cerimonia di apertura della rievocazione storica. Io sono cresciuta con i Giochi, li seguo con grande passione e cuore, piangendo ed esultando ogni anno per i risultati della mia Porta. Quell’anno era il mio inizio di Priorato, insieme a mio marito Fausto è stato veramente straordinario!”

  • Qual è il ricordo più bello di tutto il suo priorato?

Tanti ricordi belli, ho vissuto positivamente il mio priorato, sicuramente però la vittoria del Palio batte tutto e tutti, rimane impressa per la vita la gioia che si prova a raggiungere il risultato per cui tutti i portaioli e specialmente i giocolieri lavorano tutto l’anno. Ancora oggi i giocolieri mi ricordano quel palio chiamandomi Priora, vuol dire che ho lasciato un segno positivo, ne sono orgogliosa!

  • La Priora è la carica massima per una donna; cosa le ha lasciato umanamente questa esperienza? Che cosa consiglierebbe ad una futura Priora? Tre parole che descrivono tale carica.

Umanamente sicuramente i rapporti con i portaioli, i giocolieri in particolare, mi chiamavano “Miss Cifero” per il mio carattere forte e passionale, mi hanno anche regalato una fascia con questo titolo nel 2006. Abbiamo fatto tante cene, venivano a svegliare me e Fausto la notte e tante volte andavo a guardarli negli allenamenti alla stalla. Alle future Priore consiglio di stare molto vicine ai giocolieri, sono l’anima della festa, soprattutto nei mesi di agosto e settembre hanno bisogno di carica per affrontare al massimo le quattro prove del Palio, non vanno mai trascurati. Tre parole che descrivono la Priora; orgoglio, emozione e tenacia.”

Qual è secondo lei la forza di Porta San Benedetto? Tre parole per descrivere la Porta.

La forza della nostra Porta è la capacità di crederci sempre senza arrendersi mai, abbiamo vinto meno pali degli altri, non abbiamo vinto mai la sfilata, ma nonostante tutto ci siamo sempre, riusciamo a riprenderci e a non farci scoraggiare da difficoltà e sconfitte. Famiglia, forza ed amicizia sono le parole che per me descrivono al meglio la Porta di San Benedetto.”

  • Come vede il futuro dei “Giochi de le Porte”? Avendoli vissuti in prima persona, che cosa cambierebbe? E che cosa non cambierebbe per nessun motivo?

I Giochi de le Porte sono il futuro della nostra città, ormai si sono radicati nel territorio e fra la gente, devono essere il nostro orgoglio, la nostra storia, dobbiamo difenderli e promuoverli sempre di più, soprattutto dal punto di vista turistico e culturale, oltre che nelle città limitrofe, dobbiamo pubblicizzarli a livello regionale, nazionale ed internazionale. Auguro all’Ente tanta fortuna, perché siamo in un momento pieno di cambiamenti e trasformazioni. Non cambierei mai la struttura dei Giochi, sono perfetti così, se si cambiano si rischia di snaturarli e di perderli, per il corteo storico, sempre più ricercato e curato nei carri e nella teatralità, aggiungerei quel clima di partecipazione che c’è stato ai primi tempi, non c’era troppa rivalità, ma una sana competizione fra le quattro Porte.”

  • Siamo arrivati alla fine dell’intervista; da Priora che cosa si sente di dire a tutti i portaioli gialloblù?

Saluto tutti i portaioli gialloblù, siamo un popolo grande, testardo, che non si arrende mai; dobbiamo dimostrare sempre più quanto valiamo!”

Intervista a Cura

della Priora Martina Cambiotti e del Segretario Gabriele Bazzucchi

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