7 settembre 2026

Cinque vittorie in piazza, quattro palii e i ragazzi della fionda sempre accanto. Il ritratto di una bandiera gialloblù.
Di Nicola Bossi
Se San Benedetto, invece di essere una “Porta-Associazione-Territorio”, fosse stata una società calcistica di Serie A, il nostro Fabrizio Pappafava sarebbe stato definito una “bandiera vivente” dei colori giallo-blu dai portaioli di ogni età, che ne avrebbero tramandato vittorie, sconfitte, quel mitico tiro che manda in frantumi una piazza in diretta nazionale a Domenica In – condotta dal mitico Pippo Baudo – e tanti scherzi e cazziatoni nel corso degli allenamenti.
Una bandiera che ci ha sempre messo la faccia, passando da fromboliere super vincente – 5 vittorie in piazza che fruttarono complessivamente 4 palii – a responsabile del gruppo frombolieri, fino ad arrivare alla gestione burocratica e rappresentativa della Porta sia con l’incarico di vice-priore sia come membro del comitato straordinario che portò all’elezione a Priore di Marco Pannacci sei anni or sono.
Fabrizio c’è stato per San Benedetto anche nei momenti difficili, quando c’era bisogno di lui per la sua famiglia, per i suoi genitori. Un carattere forte, un volto modello di quei “Bravi Ragazzi”, di quegli allenatori che alternano bastone e carota, ma una volta smesso di tirare palline contro il piatto, la battuta pronta, lo sfottò e, circondato dai suoi ragazzi, il volto di Fabrizio si trasforma tornando quel giovane fromboliere di fine anni Ottanta che nell’ex Consorzio e poi sulla Collina di Santa Croce si allenava fino a tardi, sognando una vittoria fondamentale per portare a casa quel primo Palio che arriverà, grazie anche a lui.
Un piccolo segreto voglio svelare in questo articolo de Il Personaggio. Anni fa, quando fui priore, tutti i ragazzi della fionda vennero in delegazione per chiedermi una sola cosa: confermare Fabrizio come responsabile del settore. “Noi abbiamo bisogno di lui. San Benedetto ha bisogno di lui se vogliamo vincere.” Una richiesta di testa e di cuore.