9 settembre 2026

Sei anni, due mandati e una Porta cresciuta insieme a loro. Marco Pannacci e Stefania Comodi raccontano il lavoro di ogni giorno e l’attesa del Palio.
Nella fotografia del corteo, Marco Pannacci e Stefania Comodi avanzano tra le vie di Gualdo con gli abiti dei priori. È il volto della festa che la piazza conosce. Nel loro saluto ai portaioli, però, il racconto comincia dal tempo che quella festa richiede: sei anni, due mandati, le persone ascoltate e il lavoro condiviso con il comitato e con i gruppi.
Fra i ricordi a cui tornano c’è il Palio di Primavera, la loro prima uscita ufficiale da priori. Una festa dedicata ai più giovani che, nelle loro parole, ha riportato in taverna anche chi ormai viveva la Porta soltanto nei giorni di settembre. Attorno ai bambini e ai ragazzi si sono avvicinate famiglie, sono nati nuovi legami, si è rinnovata una presenza.
Da qui passa una parte importante del loro impegno: lasciare spazio a chi arriva, perché possa trovare un compito e sentirlo proprio. La sartoria, la cucina, la stalla e i gruppi dei giocolieri hanno bisogno di continuità. Ciò che si impara da qualcuno, un giorno si insegna a qualcun altro.
Il loro saluto si sofferma anche sul lavoro meno visibile: gli interventi in taverna, la cura della sede e dei costumi, l’attenzione al benessere dei somari. Dietro il corteo e le gare ci sono volontari, competenze e responsabilità che durano tutto l’anno. Marco e Stefania ne parlano con l’orgoglio di chi sa quanto tempo è stato necessario per arrivare fin qui.
Dopo la vittoria del 2025, lo sguardo è rivolto al Palio 2026 e al desiderio di una storica doppietta. Nel loro ultimo anno di mandato, raccontano, non è ancora il momento dei saluti: prima vengono l’accoglienza in taverna, il corteo da portare in piazza, i tamburi e le gare. Prima viene ancora San Benedetto.
Articolo tratto dal saluto ai portaioli di Marco Pannacci e Stefania Comodi, fornito dalla Porta.